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	<title>peperoni cruschi &#8211; Cucchiaio e Pentolone</title>
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	<description>Food and Photography nella cucina di Dauly</description>
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	<title>peperoni cruschi &#8211; Cucchiaio e Pentolone</title>
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		<title>cappellacci al baccalà, peperoni cruschi e pomodorini al forno</title>
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		<pubDate>Sat, 08 Feb 2014 15:57:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Dauly]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[devo essere sincera, questa ricetta non è mia ma di un ristorante di Melfi. me ne ha parlato un&#8217;amica del posto, Lucia, una ragazza conosciuta sul forum che frequentavo e con la quale ho ancora contatto su fb. e per fortuna devo dire, perchè questi cappellacci sono stratosferici, parola di una che non ama il baccalà! il ristorante si chiama Grotta Azzurra e ci farei volentieri un giretto, ho perso la pagina col menù ma fidatevi, un piatto meglio dell&#8217;altro, chissà, un giorno potrò capitarci! ho perso oltre la pagina col menù anche quella in cui molto generosamente hanno messo a disposizione questa ricetta, se voi siete meno impedite di me nella ricerca avvisatemi! &#160; quella che riporto è abbastanza fedele, ridotta nelle dosi per me stessa medesima (che con il fatto che devo cucinare solo per me mangio porzioni da camionista, ma lasciamo perdere!) e condita coi pomodorini che ho prima infornato per asciugarli e renderli più dolci. &#160; CAPPELLACCI AL BACCALA&#8217;, PEPERONI CRUSCHI E POMODORINI AL FORNO: &#160; per la pasta: 300g di semola rimacinata Senatore Cappelli 3 uova un pizzico di sale impastare le uova con la farina e il sale aggiungendo un goccio di acqua se l&#8217;impasto risulta troppo duro, avvolgere in pellicola e far riposare almeno 30 minuti per la farcia: 300g di baccalà già bagnato 150g di patate mezzo bicchiere di vino bianco 1 cipolla piccola 1 scalogno 1 foglia di alloro 1 spicchio d&#8217;aglio 200ml di latte 200ml di panna 3 peperoni cruschi mettere a bollire il baccalà in una pentola con acqua, alloro, aglio, cipolla, cuocere per 10 minuti, scolarlo, eliminare gli aromi e pulirlo da pelle e lische, mettere in una pentola un filo d&#8217;olio e soffriggere lo scalogno tritato, unire il baccalà, sfumare col vino bianco e quando sarà evaporato aggiungere il latte, la panna e le patate tagliate a pezzi piccoli, cuocere finchè baccalà e patate si disferanno, aggiustare di sale, frullare ed aggiungere i peperoni cruschi sbriciolati, per fortuna avevo ancora quelli ricevuti per il contest di Mangiare Matera, già fritti e troppo troppo buoni, far riposare la farcia per alcune ore, meglio farla la sera per il mattino dopo, i sapori avranno tempo di amalgamarsi. formare i cappellacci, tagliare un pezzo di pasta, appiattirlo e passarlo nella macchinetta partendo dalla tacca più grande arrivando via via alla penultima, tagliare dalla striscia ottenuta dei dischi di circa 7cm di diametro, mettere al centro un mucchietto di farcia, chiudere a mezza luna e richiudere i due lembi sovrapponendoli formando così il cappellaccio, &#160; &#160; per condire: 250g di pomodorini 1 spicchio d&#8217;aglio basilico sale, olio tuffare per qualche secondo i pomodorini in acqua bollente, scolarli e togliere la buccia, svuotarli dai semi e disporli su una placca ricoperta da cartaforno, spolverarli con un pizzico di sale e cuocerli in forno a 200°c per circa 15 minuti, mentre cuoce la pasta versare in una larga padella un generoso giro d&#8217;olio con uno spicchio d&#8217;aglio, quando sarà rosolato unire i pomodorini e il basilico, scolare i cappellacci al dente tenendo da parte un bicchiere di acqua di cottura, metterli nella padella e saltarli aggiungendo poca acqua per volta fino a che saranno perfettamente cotti, aggiustare di sale e servirli con una spolverata di pecorino grattugiato. &#160; spero vi abbiano incuriosito perchè sono da provare, prima di poter andare &#8220;in loco&#8221; per assaggiare gli originali! &#160; &#160;]]></description>
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		<title>cappellacci alla coda di rospo con salsa al pane di Matera e peperoni cruschi</title>
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		<pubDate>Sun, 24 Nov 2013 13:52:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Dauly]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[lo dico sinceramente perchè è così che mi conoscete, non sono capace di fare finta che tutto vada bene solo perchè il blog esige questo! il mio blog sono io, con i momenti si e quelli no, con tutto quello che la vita ti mette davanti, nel bene e nel male! sul mio blog ho sempre scritto tutto, anche della mia depressione, a volte tirandomi dietro polemiche o pensieri di incoraggiamento! ecco, oggi avrei voluto scrivere un post molto diverso da questo, avrei voluto raccontarvi di quest&#8217;altra ricetta preparata col metodo &#8220;fenicottero&#8221;, ma ho ricevuto da poco una notizia che mi ha tolto il sorriso e la voglia di scherzare. una persona a me molto cara non c&#8217;è più, l&#8217;uomo che ha permesso a mia madre di vivere i suoi ultimi 20 anni di vita come una regina se n&#8217;è andato, mi piacerebbe che si siano ritrovati là, non so di preciso dove, spero solo in un posto dove ci sia musica e dove possano continuare a ballare insieme, così come amavano fare! ciao uomo gentile! adesso però parliamo della ricetta, di un&#8217;altra proposta per Teresa e il suo concorso in collaborazione con Mangiare Matera. fra i prodotti ricevuti c&#8217;era anche una farina di semola per pasta, come non approfittarne per preparare la mia adorata pasta ripiena? &#160; l&#8217;ho voluta ripiena al pesce, profumata con prezzemolo e limone e cotta prima nel brodo di pesce preparato con gli scarti di quello usato per la farcia e poi saltata in padella con briciole di pane di Matera e peperoni cruschi. il formato è gigante, l&#8217;ho voluto apposta così per assaporare al meglio il ripieno! CAPPELLACCI ALLA CODA DI ROSPO CON SALSA DI PANE E PEPERONI CRUSCHI: per 2 persone per la pasta: 200g di farina di semola Senatore Cappelli 2 uova un pizzico di sale impastare gli ingredienti, formare una palla liscia, avvolgerla nella pellicola e farla riposare almeno 30 minuti. per il ripieno e il brodo: 120g di ricotta fresca 30g di ricotta salata 100g di polpa di coda di rospo sale prezzemolo scorza di limone grattugiata 1 spicchio d&#8217;aglio scarti della coda di rospo. carota, sedano, alloro, cipolla, per condire: 3 cucchiai di pane di Matera grattugiato peperoni cruschi spezzettati olio lavare, asciugare la coda di rospo, pulirla dall&#8217;osso centrale e dalle pellicine  e tenere gli scarti da parte, rosolare il pesce insieme allo spicchio d&#8217;aglio in una padella unta con un filo d&#8217;olio, salare e tenere da parte, nel frattempo mettere a bollire una pentola con circa 2 litri di acqua con gli scarti del pesce e le verdure, salare e cuocere 30-40 minuti, filtrare attraverso un colino a maglie fini e tenere da parte, in una ciotola mescolare la ricotta fresca insieme alla ricotta salata grattugiata, la scorza di limone, il prezzemolo e la coda di rospo cotta e tritata a coltello, amalgamare bene, assaggiare e aggiustare di sale se occorre, tenere al fresco per almeno 30 minuti. infarinare con la semola il tagliere e cominciare a tirare le strisce di pasta con l&#8217;apposita macchinetta (o col mattarello) partendo dalla tacca più grande finendo alla più piccola, tagliare dei quadrati da 10cm per lato, mettere al centro una noce di ripieno, inumidire con un pò di acqua due lati del quadrato di pasta, piegarla formando un triangolo facendo attenzione di far uscire l&#8217;aria, piegare le due punte dietro, inumidire con un pò di acqua e sigillare le due estremità, proseguire così fino a terminare farcia e pasta, rimettere a bollire il brodo di pesce e quando arriva a bollore calare i cappellacci, preparare una padella sul fuoco con un&#8217;abbondante giro di olio extravergine, quando l&#8217;olio è caldo aggiungere 3 cucchiai di briciole di pane di Matera, rosolare velocemente e se occorre togliere dal fuoco, con un mestolo forato scolare la pasta e metterla nella padella, saltarla velocemente ed aggiungere un mestolo di brodo di pesce e i peperoni cruschi sbriciolati, continuare a saltare la pasta fino a che sarà cotta (se occorre aggiungere brodo) e avrà formato una salsa densa. note: naturalmente potrete fare le forme che preferite, i miei non hanno la classica forma dei cappellacci, lo dico per evitare inutili appunti, lo so già! devo dire che mai, dico mai, ho trovato una pasta così perfetta nella consistenza e nella tenuta in cottura. credo che questa sarà la mia ultima proposta per Mangiare Matera, grazie anche a Teresa per avermi permesso di conoscere questi fantastici prodotti! &#160;]]></description>
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		<title>tagliatelle con ceci, coda di rospo, peperoni cruschi e ritagli fritti, tagliatelle di castagne al pesto classico, per l&#8217;mtc la brava rezdora tira la sfoglia a mano!</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Jan 2012 09:10:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Dauly]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; questa volta ci siamo!!! questa volta per fortuna una ricetta che sembra pensata, studiata, tagliata proprio su di me! questa volta l&#8216;mtc con la sua congrega di matte non mi ha fregata! certo non devo mica dire grazie ad Alessandra e Daniela che se fosse per loro chissà cosa ci farebbero fare, bensì un&#8217;altra Alessandra che avendo vinto l&#8217;mtc della volta scorsa ci ha proposto le tagliatelle fatte rigorosamente col mattarello, tirate a mano come delle belle e brave rezdore di una volta!! la rezdora o arzdora è il termine col quale in emilia si chiamava la donna di casa, spesso la più anziana, la &#8220;reggitrice&#8221; della famiglia, molto più di una semplice casalinga, a volte e troppo spesso sottovalutata e denigrata come se fosse una che non sa come passare il tempo (sei a casa tutto il giorno!), al contrario la rezdora era una donna di potere, la sua voce in famiglia era importante, amministrava i denari e aveva la forza e la tenacia di far filare uomini che un tempo non è che fossero propriamente dei lord! io non mi fregio di tanto onore, magari poterlo fare, ma sono emiliana doc, nata nel cuore di Parma e la pasta fatta in casa è nata con me, non tanto perchè ho ereditato la sapienza e la manualità da mia madre (lei mi ha passato più la passione per il ballo e per l&#8217;arte che non per la cucina) ma perchè in un modo o nell&#8217;altro l&#8217;ho sempre vista fare, e ho visto fare delle opere d&#8217;arte, delle sfoglie che si dovevano allontanare le sedie dal tavolo per potercele appoggiare tanto erano grandi, lunghe, con dei mattarelli che non finivano più, arrotolate e distese, avanti e indietro&#8230;.una poesia! la ricetta che Alessandra ci ha fatto seguire è delle sorelle Simili, ricetta e anche dettagliate spiegazioni su come gestire pasta e mattarello. ho voluto tradire il classico ragù di carne o di funghi e preparare una ricetta nata da una telefonata con sandrina che ogni anno mi regala una cosa preziosa, dei peperoni cruschi che conservo e centellino gelosamente e che quando metto a sfrigolare in padella sono un&#8217;altra poesia al pari della sfoglia delle rezdore emiliane! &#160; &#160; TAGLIATELLE CON CECI, CODA DI ROSPO, PEPERONI CRUSCHI E RITAGLI FRITTI: per le tagliatelle: 300gr di farina calibrata per pasta 3 uova un pizzico di sale impastare e seguire il procedimento che spiega Alessandra per il condimento: 130gr di ceci secchi lasciati a bagno per 12 ore carota, sedano, cipolla e una foglia di alloro dopo avere lasciato a bagno i ceci scolarli e cuocerli in un tegame di coccio con gli odori per un&#8217;ora o finchè sono teneri, salarli quasi a fine cottura, prelevare le verdure e tenerle da parte, scolare i ceci con un mestolo forato e tenere il brodo. 500gr di coda di rospo pulita, spellata 2 peperoni cruschi spezzettati uno spicchio d&#8217;aglio peperoncino olio, sale inoltre: ritagli delle tagliatelle spezzettati e lunghi 2cm circa olio per friggere mettere sul fuoco una pentola con acqua salata per cuocere la pasta, dopo avere scolato i ceci e tenuto da parte il brodo mettere nel coccio un filo d&#8217;olio con l&#8217;aglio, farlo soffriggere ed unirvi la coda di rospo tagliata a dadini, rosolarla ed aggiungere i ceci, aggiustare di sale, in un padellino saltare molto velocemente i peperoni cruschi a pezzetti nell&#8217;olio facendo attenzione perchè bruciano velocemente, l&#8217;olio deve essere abbondante ma non profondo come per una frittura, in un&#8217;altro padellino friggere i ritagli di pasta in olio di semi e scolarli in carta da cucina, fare attenzione anche qui perchè colorano quasi subito e diventano amari, appena prima del termine di cottura della pasta unire i peperoni cruschi al pesce e ceci senza il loro olio, mescolare per far amalgamare bene i sapori, scolare la pasta al dente e versarla nel coccio portandola a cottura aggiungendo un pò di brodo dei ceci e quando sarà pronta condirla con l&#8217;olio dei peperoni, dare una rimestata per insaporire bene il tutto, impiattare e decorare con i ritagli croccanti. non dovrei dire &#8220;uuhh quanto è buona!!&#8221; perchè nessuno dovrebbe lodare il proprio operato, ma&#8230;&#8230;.uuuuhhhh che buona!!!! postilline: forse i vari passaggi fanno pensare a qualcosa di complicato ma non è assolutamente così, si prepara tutto (a parte i ceci) mentre l&#8217;acqua arriva a bollore e cuoce la pasta, basta preparare la coda di rospo pulita e tagliata e i peperoni già spezzettati, sia i peperoni che i ritagli sono pronti in una manciata di secondi se non volete sporcare padelle e padellini potete rosolare i peperoni insieme alla coda di rospo ma io vi consiglio di farli a parte perchè sprigioneranno e manterranno tutto il loro profumo senza mescolarlo a quello del pesce se non avete una pentola di coccio potete tranquillamente cuocere il tutto in un saltapasta o in una larga padella se vi rimane abbastanza brodo dei ceci rimetteteci dentro le verdure senza l&#8217;alloro, frullate e godetevi una zuppa per il giorno dopo se non volete &#8220;risottare&#8221; le tagliatelle con il brodo dei ceci terminate la cottura nell&#8217;acqua e saltatele semplicemente nel condimento come per qualsiasi altra preparazione con questa dose ci abbiamo mangiato in tre, e chevvedevodì, siamo di sano e robusto appetito!! &#160; e poi ci sono queste. anche questa ricetta parte da una telefonata con un&#8217;amica di web, l&#8217;ostessa ne sa una più del diavolo e parlando di tagliatelle e farine alternative le dico che vorrei farle di castagne ma sono in crisi con il tipo di condimento da usare e lei mi suggerisce di farle con un classico pesto genovese. non sapevo nella maniera più assoluta che fosse un piatto che in liguria si cucina spesso, ma Elisabetta mi ha illuminata e avendo in congelatore scorte di vari tipi di pesto che adoro, ecco fatto in un nanosecondo un piatto strepitoso! ( a proposito dell&#8217;ostessa ma avete visto la foto del suo header, non è bellissima?) non vi dò la ricetta del pesto, solo le dosi per le tagliatelle e il procedimento DIFFICILISSIMO!! per le tagliatelle: 150gr di farina calibrata per pasta 150gr di farina di castagne 3 uova un pizzico di sale procedere come sopra seguendo le istruzioni di Alessandra mettere a bollire l&#8217;acqua in una pentola e aggiungere 7-8 minuti prima delle tagliatelle una patata tagliata a piccoli cubetti, passato questo tempo unire la pasta e portarla a cottura, versare il pesto in una terrina e diluirlo con un pò di acqua di cottura, scolare le tagliatelle e le patate, versarle nella terrina col pesto e mescolare bene. comunicazione privata per Alessandra e Daniela: non so se questa ricetta sia valida per l&#8217;mtc, non avendone mai proposte due non so se devo fare due post distinti o se vada bene così. nel primo caso questa andrà fuori concorso. non andrà certo fuori dalla mia tavola, è stata una piacevole scoperta e la rifarò spesso! al mese prossimo con chissà quale nuova proposta! &#160; &#160;]]></description>
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		<title>pasta con peperoni cruschi e pomodorini gratinati&#8230;..continuare&#8230;&#8230;.</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Jul 2011 12:15:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Dauly]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[continuare e andare avanti. fare finta di niente, svegliarsi la mattina ed affrontare un altro giorno che non vorrei affrontare. venire da te e non sopportare di vederti così, in quel letto dove ti sei messa con le tue stesse mani e dove mai avresti voluto essere e per questo ho cercato di proteggerti dalla verità per più di due anni, perchè sapevo che non avresti retto alla paura della sofferenza che già avevi visto nelle tue sorelle, non avresti accettato il degrado fisico che tanto ledeva la tua sconfinata dignità di donna e la mancanza di autonomia che ne sarebbe derivata. ma non ti ho protetta a sufficienza perchè hai capito e hai fatto quello che mi aspettavo facessi perchè ti conosco bene, perchè tante volte si è parlato della mancanza di dignità nell&#8217;andarsene per certi mali, nell&#8217;essere in balia degli altri, nudi e indifesi. ma anche se so bene quali motivazioni ti hanno spinta a quel gesto estremo non riesco a perdonarti, non ancora, non finchè vivrò lo strazio di vederti tutti i giorni su quel letto immobile, senza più nulla di quello per cui con tanto carattere e determinazione hai vissuto. ho sempre detto che avrei voluto invecchiare come te, con mille interessi, mille curiosità ancora da appagare, tanta voglia di vivere la vita sempre e comunque, ma questa volta mi hai inflitto un dolore terribile da sopportare, se anche 54enne sono sempre figlia e incapace di comprendere come non ti sono venuta in mente in quel momento, come tu non abbia potuto pensare a quanto mi avresti fatta soffrire. e quanto soffro perchè non trovo consolazione da nessuna parte, ti preferirei in coma piuttosto che lì, immobile nel tuo letto ma con la tua magnifica testa perfettamente lucida e i tuoi occhi azzurri attenti a tutto quello che ti succede intorno, consapevole del dove ti ha portato il tuo gesto disperato e questo non mi dà pace, per evitare la sofferenza te la sei inflitta con le tue mani e nel modo più violento possibile. devo continuare a parlare, salutare chi incontro, sorridere, uscire, vivere un quotidiano normale ma che di normale non ha niente perchè mia madre si è buttata da una finestra, e questo non è normale, non lo concepisco, non lo accetto. mi chiamano &#8220;la guerriera&#8221; perchè ho sempre affrontato i dolori che la vita mi ha riservato cercando di non farmi sopraffare da essi, mai, nemmeno i più terribili da sopportare, ma tu hai sconfitto la guerriera, l&#8217;hai annientata nella frazione di pochi secondi perchè volendo toglierti la vita mi hai negata, perchè i genitori pensano sempre ai figli, qualsiasi età abbiano, li proteggono, non li gettano nella disperazione! mi passerà mamma, non so quando e come, ma tutto prima o poi passa e continuerò a svegliarmi la mattina per affrontare un nuovo giorno, con un pezzo di cuore congelato ma continuerò, promesso. non cucino più da giorni, ma se devo continuare la mia vita il primo passo lo faccio da qui, il mio blog è la mia stanzetta relax, o almeno ci provo. questo piatto lo avevo pensato per il contest di imma, non che sia una ricetta della tradizione vera e propria, ma racchiude sapori di una regione che amo particolarmente, l&#8217;Abruzzo, e complici gli ultimi peperoni cruschi regalo della mia dolcissima nipotina virtuale Sandra e una pasta artigianale abruzzese dell&#8217;azienda Mugnaia ho preparato un primo piatto rustico e saporito. i peperoni cruschi credevo fossero solo lucani o calabresi e invece ho scoperto che si trovano in varie regioni del sud italia, quelli che ho usato sono rigorosamente fatti seccare dal papà di sandrina, quando sfrigolano in padella sprigionano un delirio di profumo. la pasta è come piace a me, ruvida, piena, di quelle che mantengono la cottura e appagano il palato, insomma, ti mangi un bel piatto di pasta sul serio! pasta pecorara con peperoni cruschi e pomodorini gratinati: 500gr di pasta pecorara di s.agnello Mugnaia 5-6 peperoni cruschi 12-15 pomodorini aglio pangrattato prezzemolo, basilico olio, sale lavare, tagliare a metà e svuotare i pomodorini, metterli a scolare, preparare il pangrattato con il prezzemolo e il basilico tritati, salare e riempire i pomodorini tenendo da parte un paio di manciate di composto, irrorare di olio e infornare per 5 minuti. mettere a scaldare l&#8217;acqua sul fuoco e quando bolle buttare la pasta, spezzettare i peperoni e friggerli in una larga padella (magari una di quelle del contest di imma) con abbondante olio e uno spicchio d&#8217;aglio per pochi secondi, aggiungere il pangrattato aromatico e fare tostare, togliere i pomodori dal forno, scolare la pasta e versarla nella padella rimestando per intridere bene di condimento e per ultimo aggiungere i pomodorini girando velocemente un paio di volte, irrorare con olio a crudo se serve e mangiare un piatto di pasta che consola da tutte le pene! imma, tutta per il tuo contest! non so quando avrò ancora voglia di tornare, e naturalmente non riuscirò a rispondervi, ma un abbraccio sapete che ve lo mando sempre, ora più che mai! &#160; &#160;]]></description>
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