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	<title>cheese cake &#8211; Cucchiaio e Pentolone</title>
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	<description>Food and Photography nella cucina di Dauly</description>
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	<title>cheese cake &#8211; Cucchiaio e Pentolone</title>
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		<title>Cheesecake dolce-salato di Ottolenghi</title>
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		<pubDate>Sun, 27 May 2018 10:37:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Dauly]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sono passati un po&#8217; di giorni dall&#8217;ultimo post, questa cosa della nuova normativa sulla privacy mi ha fatto più e più volte pensare di chiudere il blog e scrivere le ricette direttamente sulla mia pagina Facebook. Troppe cose da fare, non so nemmeno di cosa si stia parlando e questa volta non lo dico tanto per dire, questa volta non è come le altre in cui dopo lo shock iniziale bastava qualche aiuto esterno e tanta &#8220;capa tosta&#8221; da parte mia per uscirne, questa volta più cerco di documentarmi e meno capisco, sono cose totalmente fuori dalla mia portata, dalla mia capacità di comprendere, sono oltre i miei limiti e se ci penso vado in panico. E siccome andare in panico per il blog è proprio contro la filosofia per cui lo avevo aperto ben 10 anni fa, un luogo dove rilassarmi, dove scrivere di quello che so fare (più o meno bene eh), il mio angolo tranquillo che adesso sta diventando una tortura, ecco che la crisi è lì, pronta che mi aspetta! Per ora l&#8217;unica cosa che me lo fa tenere aperto è la fotografia, non sono una fotografa, le mie foto sono zeppe di errori, anche qua sono arrivata al massimo delle mie capacità e oltre non riesco ad andare, ma la fotografia almeno per adesso è la parte più libera da regole, codici, plug in, aggiornamenti, è diventata un po&#8217; la mia essenza, se un tempo lo erano le ricette, quello che raccontavo di me, ora tutto questo si è spostato sull&#8217;immagine, non intesa come pura esteriorità ma come rappresentazione di quella che sono. Dopo questa premessa chilometrica passo alla ricetta del cheesecake del mio amato Ottolenghi, l&#8217;originale è sul suo sito e non so per quale motivo mi era sfuggita, a indicarmela è stata Marzia e la ringrazio ancora perchè è stra-to-sfe-ri-ca! Bisogna essere pronti a un dolce fuori dagli schemi, un dolce-salato che vi vado a raccontare, altre ricette di Yotam Ottolenghi tutte provate e approvate le trovate sulla pagina a lui dedicata. &#160; &#160; Cheesecake dolce-salato di Yotam Ottolenghi per 6 persone &#160; per la crema &#160; 100g di feta 300g di formaggio spalmabile 40g di zucchero 130ml di panna fresca montata scorza di 1 limone grattugiata Mescolare bene la feta per renderla il più cremosa possibile, aggiungere il formaggio, lo zucchero, la scorza, mescolare con un mixer a immersione per qualche secondo, aggiungere la panna montata, coprire e mettere in frigorifero alcune ore. &#160; per il crumble &#160; 100g di mandorle pelate tritate grossolanamente 50g di burro 50g di farina 00 50g di zucchero di canna 1 cucchiaio di semi di sesamo nero 1/4 di cucchiaino di sale Accendere il forno a 180°c, foderare una placca con carta forno, mescolare tutti gli ingredienti con la punta delle dita (o con un mixer), versare il composto a grosse briciole sulla placca e cuocere per 12 minuti o finchè è dorato, sfornare, farlo raffreddare bene, tenere da parte. &#160; per la composta di ciliegie &#160; 600g di ciliegie denocciolate 90g di zucchero 4 bacche di anice stellato 4 strisce di scorza d&#8217;arancia 4 cucchiai di liquore d&#8217;arancia Mettere tutti gli ingredienti in una casseruola tranne il liquore, cuocere per 15 minuti, aggiungere il liquore e lasciar sfumare per due minuti, togliere dal fuoco e lasciar raffreddare. &#160; inoltre 90g di more 2 cucchiai di olio extravergine d&#8217;oliva servizio Con l&#8217;aiuto di due cucchiai formare delle quenelle e metterne due per piatto, distribuire qualche briciola di crumble, la composta di ciliegie e le more fresche, ancora crumble e condire con qualche goccia di olio. &#160; Note: La mia crema è rimasta un po&#8217; liquida, forse colpa di un formaggio spalmabile troppo morbido, ho ovviato aggiungendo un foglio di colla di pesce idratato con un po&#8217; di acqua fredda, ho messo in un pentolino un cucchiaio di crema e fatto scaldare, ho sciolto la colla di pesce e prima di unire il tutto alla crema ho raffreddato gradualmente il composto aggiungendo un cucchiaino di crema fredda per volta, questo farà si che non ci sia uno shock termico e non si formino grumi. Non ho messo le more fresche semplicemente perchè ho dimenticato di comprarle. Nella composta ho usato del Maraschino al posto del liquore all&#8217;arancia, in casa non ne avevo e non volevo comprarlo appositamente. Per il mio gusto personale la quantità di zucchero nella composta è tanta, ma io non amo il troppo dolce e forse ai più andrà bene così, la prossima volta proverò con 70g invece che 90g. Consiglio di non andare oltre le due quenelle per porzione perchè il dolce pur essendo perfettamente equilibrato in quantità eccessive potrebbe stancare. Questo dessert particolare l&#8217;ho servito a un fine cena e ha un po&#8217; diviso i miei ospiti, i super tradizionalisti non lo hanno capito bene, al primo assaggio sono partiti commenti del tipo: ma ci hai messo il sale? sento un sapore strano, la crema è un po&#8217; acida. Open your mind baby! 😀 &#160; &#160; &#160; &#160; &#160;]]></description>
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		<title>Budino di zucca, noci e cioccolato</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Oct 2017 11:32:58 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[&#160; Altra ricetta con la zucca questa volta declinata in un dolce che a me personalmente piace moltissimo, un budino morbido e dai sapori prettamente autunnali, avvolgente ed appagante. Ne avevo fatto la prima versione tempo fa (tanto tempo fa) e successivamente ogni autunno è sempre arrivato puntuale sulla mia tavola, ogni volta leggermente diverso dalla precedente mantenendo di base le dosi di ricotta, zucca, uova e zucchero. Quello che ripropongo oggi si differenzia dall&#8217;aggiunta delle noci e dallo sciroppo d&#8217;acero come salsa d&#8217;accompagnamento, potete variare la frutta secca usando le nocciole, potete omettere gli amaretti, fare una salsa al cioccolato o una crema inglese alla cannella, vi assicuro che il dolce rimarrà comunque buonissimo. Per la cottura ho voluto fare delle mono porzioni che all&#8217;occasione posso congelare dentro un contenitore ermetico ed ho usato il multistampo Swirl di Pavonidea, vi consiglio di ungerlo leggermente prima di versarvi l&#8217;impasto perchè nonostante il silicone sia antiaderente questo budino tende ahimè ad attaccarsi. &#160; BUDINO ALLA ZUCCA, NOCI E CIOCCOLATO per 10 mono porzioni 350gr di zucca già cotta al forno 180gr di ricotta 100gr di zucchero di canna alla vaniglia (metto i resti di vaniglia nel vasetto) 2 uova 10 amaretti tritati 70gr di cioccolato fondente tritato 7/8 gherigli di noce tritati grossolanamente sciroppo d&#8217;aceromescolare la ricotta alla purea di zucca, unire lo zucchero e le uova leggermente sbattute e mescolare bene, aggiungere gli amaretti, le noci e il cioccolato, mescolare per incorporare bene il tutto, versare negli stampi e cuocere a 180° per 40 minuti, dopo mezz&#8217;ora verificare la cottura con uno stecchino, lasciare raffreddare, sformare e servire irrorando (abbondantemente) di sciroppo d&#8217;acero.]]></description>
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		<title>Savarin di panna cotta al caffè, cioccolato e sambuca di Santin</title>
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		<pubDate>Sat, 05 Aug 2017 17:35:29 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[&#160; &#160; In principio doveva essere un pane al latte, volevo sospendere la sequenza di dolci ma poi ho postato la foto su Fb e mi hanno chiesto la ricetta, per cui sono qua a scriverla soprattutto perchè è una ricetta di Maurizio Santin presa dal suo ultimo libro CioccoSantin, bellissimo, tutto dedicato al cioccolato, una ricetta che prevede tre preparazioni ma tutte molto veloci e facili, la base è una frolla montata che si scioglie in bocca, la panna cotta è setosa, mai sentita una consistenza simile, io poi adoro la Sambuca e non potevo che inaugurare il suo libro con questa delizia. Prima di darvi la ricetta una premessa: nel libro sono presentati come piccoli savarin, io li devo servire a un dopo cena per cui ho optato per una misura più grande, ho usato questo multistampo per savarin  per la panna cotta ed ho cotto la frolla in queste basi per tartellette , entrambi di Pavonidea. Ho dimezzato le dosi ma se la panna cotta è bastata per gli otto savarin, la frolla è comunque tanta, poco male, ho preparato dei biscotti per la colazione. Nel libro non è purtroppo citata la Sambuca, io l&#8217;ho aggiunta a mio gusto assaggiando poco per volta prima di aggiungere la panna montata alla crema al caffè. &#160; &#160; SAVARIN DI PANNA COTTA AL CAFFE&#8217;, CIOCCOLATO E SAMBUCA di Maurizio Santin Per la frolla (metà dose): 250g di farina00 185g di burro pomata 100g di farina di mandorle 115g di zucchero a velo 55g di albumi 25g di cacao amaro 1g di sale mezza bacca di vaniglia Nella planetaria col gancio a foglia montare burro, zucchero e i semi di vaniglia, aggiungere gli albumi e sempre montando metà della farina setacciata col cacao, il sale, la farina di mandorle, una volta che sono incorporati aggiungere la farina restante con una spatola, a questo punto la ricetta dice di mettere l&#8217;impasto in un sac a poche e di riempire gli stampi da mini savarin, io invece ho fatto delle palline di impasto di circa 35g e le ho poi appiattite negli stampi da tartellette, cuocere a 170°c per 7 minuti facendo attenzione che non scurisca troppo, lasciare intiepidire, sformare e mettere su una gratella a raffreddare completamente. Per la panna cotta al caffè e sambuca (metà dose): 150ml di panna fresca 75ml di latte 75g di zucchero 75ml di panna montata 4g di colla di pesce 20g di chicchi di caffè (io 10g di caffè in polvere) Sambuca mettere in infusione nella panna fresca il caffè, se usate i chicchi almeno per 5 ore, se usate come me la polvere bastano 15-20 minuti (nel frattempo preparate la frolla), filtrare la panna ed aggiungerne eventualmente altra per compensare il peso mancante (io non l&#8217;ho dovuto fare), mettere in una casseruola la panna al caffè, lo zucchero e il latte, scaldare finchè lo zucchero è completamente sciolto, aggiungere la colla di pesce idratata e strizzata, aggiungere la Sambuca assaggiando con un cucchiaino fino a che sarà di vostro gusto, una volta freddo aggiungere la panna montata, versare negli stampi da savarin e riporre in frigorifero per alcune ore (io l&#8217;ho preparata la sera e tenuta in frigorifero fino al mattino dopo). Per la ganache (metà dose): 150ml di panna fresca 120g di cioccolato fondente al 70% 25g di zucchero invertito tritare il cioccolato, scaldare la panna con lo zucchero invertito e versarla sul cioccolato, emulsionare con il mixer a immersione senza incorporare aria. Finitura: Togliere dagli stampi la panna cotta ed appoggiarla sulla base di frolla, riempire le fossette con la ganache e servire oppure tenere in frigorifero. NOTE: *I miei savarin sono bicolori perchè usando il caffè in polvere questo ha rilasciato colore e una volta messa negli stampi la panna cotta tende a separarsi e la parte più &#8220;pesante&#8221; a causa dei vari aromi va sul fondo. Credo che usando i chicchi rimanga bianca come quella nella foto del libro. *Al posto dello zucchero invertito ho usato del glucosio e meno dei 25g perchè volevo che il cioccolato fosse bello amaro per avere maggior contrasto di sapore. *Gli stampi che ho usato misurano 7cm quello per la base e 6,5cm quello dei savarin. &#160; &#160; &#160;]]></description>
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		<title>Japanese cotton cheesecake al cocco e hot fudge sauce</title>
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		<pubDate>Fri, 21 Jul 2017 19:13:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Dauly]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#160; &#160; Sembrerà strano ma la storia di questa torta parte dalla salsa. La ricetta originale è di Eleonora che poi è stata ripresa da Mariella e naturalmente appena l&#8217;ho vista trattandosi di cioccolato non potevo rimanere indifferente, il giorno dopo era già nel suo vasetto pronta per essere utilizzata al meglio. Ecco, il problema era come, volevo un dolce che non fosse troppo pesante perchè già la salsa di suo è bella tosta, buona da delirio ma non certo dietetica e proprio per la sua bontà cercavo una base abbastanza neutra che la esaltasse. Pensa e ripensa mi è venuta in mente questa torta, la Japanese cotton cheese cake. Adesso mi prenderete per matta ma a me non è mai piaciuta, l&#8217;ho sempre trovata scialba, insapore, un dolce da poca soddisfazione, l&#8217;ho fatta la prima volta circa 7 anni fa e l&#8217;ho talmente snobbata da non metterla neanche sul blog, però in questo caso era perfetta. La ricetta che segue è metà dose di quella che si trova comunemente sul web, non so se l&#8217;originale fosse di Sigrid , comunque l&#8217;ho modificata per le mie esigenze, volevo si una base neutra ma non totalmente insapore così ho deciso di aromatizzarla con cocco e rum. &#160; &#160; &#160; JAPANESE COTTON CHEESE CAKE al COCCO con HOT FUDGE SAUCE &#160; Per la salsa: 100ml di panna fresca 30g di burro a pezzi un pizzico di sale 65g di zucchero 1 cucchiaio di sciroppo di mais (glucosio liquido) 1 cucchiaio di acqua 125 gr di cioccolato fondente al 70%, finemente tritato 1 cucchiaino di estratto di vaniglia naturale Mescolare la panna, il burro e il sale e portare quasi a bollore, in un pentolino su fuoco moderato scaldare lo zucchero, lo sciroppo di mais e l&#8217;acqua fino a che lo zucchero è completamente sciolto, alzare il fuoco e portare a ebollizione, cuocere fino ad ottenere un colore ambrato senza mescolare, togliere il pentolino dalla fiamma, versare la panna calda a filo sul caramello e mescolare con una frusta per incorporarla bene, mettere il cioccolato tritato in un recipiente resistente al calore e versarci sopra il composto di panna e caramello, aggiungere la vaniglia e mescolare in fretta fino al completo scioglimento, versare la salsa in un vasetto pulito, quando serve basta scaldarla al microonde o in un pentolino su fiamma bassa. &#160; Per la Japanese cotton cheesecake al cocco e rum: tortiera da 18cm 150g di formaggio spalmabile tipo philadelphia 3 uova 30g di farina 15g di maizena 20g di cocco rapè 60ml di latte di cocco 60g di zucchero la punta di cucchiaino di lievito per dolci mezzo bicchierino di rum un pizzico di sale Preparare la tortiera foderando il fondo e il bordo con carta forno e la base esterna con alluminio, questo impedirà all&#8217;acqua del bagno maria di entrare nello stampo e rovinare la torta, versare due dita d&#8217;acqua in una teglia, accendere il forno a 160°c, dividere i tuorli dagli albumi, in una ciotola mescolare il formaggio con il latte di cocco, il rum e i tuorli unendoli uno per volta, aggiungere le farine e mescolare con una frusta a mano fino ad ottenere una crema liscia, montare gli albumi a neve con il lievito aggiungendo poco per volta lo zucchero fino ad avere una meringa gonfia e lucida, unirli alla crema di formaggio mescolando con la spatola dal basso verso l&#8217;alto per non smontarli, versare nella tortiera, appoggiarla nella teglia con l&#8217;acqua e cuocere per 60 minuti, controllare la cottura con uno stecchino e se occorre coprire la torta con alluminio e prolungare la cottura per altri 10 minuti, spegnere il forno, socchiudere lo sportello e lasciare intiepidire, sfornare, togliere dal bagno maria e far raffreddare completamente prima di sformarla, mettere la torta in frigorifero e servirla ben fredda con la salsa tiepida. &#160; &#160; &#160;]]></description>
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		<title>Semifreddo alla ricotta, miele e fichi</title>
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		<pubDate>Sat, 08 Jul 2017 13:34:16 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[&#160; &#160; Questa ricetta nasce da uno scambio di idee su FB, avevo appena comprato dei fichi e ho chiesto cosa potevo farne, Cecilia mi dice un gelato ricotta, miele e fichi! Appena ho letto mi sono venuti i lucciconi agli occhi, ma che goduria sarà mai? Però non avevo nessuna ricetta e lei gentilmente me ne ha trovata una, non proprio un gelato ma un semifreddo. Vista, trascritta e preparata il giorno dopo, l&#8217;idea di usare il miele di castagno mi incuriosiva troppo, il resto è da vedere, pura gioia per il palato e per gli occhi grazie allo stampo Bombée di Pavonidea . &#160; &#160; &#160; Rispetto la ricetta originale ho diminuito le dosi, inoltre ho fatto una meringa italiana usando il miele bollente così da avere gli albumi pastorizzati, come base avevo in congelatore un disco di dacquise alle mandorle che ci stava alla perfezione. &#160; &#160; SEMIFREDDO ALLA RICOTTA, MIELE E FICHI Per i fichi caramellati: 400g di fichi sodi 120g di miele di castagno 80ml di acqua Lavare e asciugare i fichi, tagliarli in 4 spicchi ed ogni spicchio a metà, versare in una casseruola il miele e l&#8217;acqua, sobbollire per 5 minuti, aggiungere i fichi e cuocere per 10 minuti ( o meno se vedete che si sfaldano); scolare i fichi, far ridurre lo sciroppo e conservare in frigorifero. Per il semifreddo: 170g di fichi 50g di miele di castagno 2 albumi 100ml di panna fresca 200g di ricotta 1 disco di dacquoise alle mandorle Lavare, asciugare, sbucciare i fichi e schiacciarli con una forchetta, mettere a scaldare il miele, cominciare a montare gli albumi e quando il miele comincia a fare le prime bolle versarlo sugli albumi continuando a montare con le fruste elettriche fino ad avere una meringa gonfia e lucida, montare la panna ben soda, mescolare la ricotta con una frusta per renderla cremosa, unire alla ricotta i fichi poi la meringa mescolando dal basso verso l&#8217;alto per non smontarla e per ultima la panna, versare nello stampo, appoggiare il disco di dacquoise, coprire con pellicola e riporre in freezer, sformare il semifreddo da congelato e servire dopo averlo tenuto a temperatura ambiente per circa 45 minuti (dipende dal caldo che avete in casa, fate attenzione che diventi morbido ma non sciolto),&#160; irrorare con lo sciroppo dei fichi e i fichi a pezzetti. NOTE: Il semifreddo è molto buono però deve piacere il miele di castagno che soprattutto nei fichi caramellati è abbastanza preponderante, consiglierei alla fine di usare un miele d&#8217;acacia o millefiori in modo da incontrare i gusti di tutti. &#160; &#160;]]></description>
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